| Fini non è nuovo a simili contraddizioni. Il paragone con la Turchia era una provocazione per sottolineare l'equivocità della critica ai "negazionismi" da parte di alcuni paesi europei. Termini come genocidio,pulizia etnica, che dovrebbero essere univoci, sono invece, oltre che abusati, soggetti ad una dilatazione interpretava, a delle eccezioni di comodo, che permettono/giustificano l'esclusione da queste categorie a seconda dell'interesse storico-politico. Qualche anno fa USA e Europa hanno fatto immense pressioni sul Giappone affinché si scusasse delle azioni nefande compiute durante la Seconda Guerra Mondiale. Il Giappone ha provato ad opporvisi, senza successo, spiegando che per ragioni culturali le scuse in Oriente sono assimilabili ad una umiliazione. Tali pressioni hanno prodotto un documento dal sapore bizantino in cui il Giappone faceva alcune concessioni alla richiesta di America, Europa, Cina e Corea. So perfettamente che le azioni commesse della truppe giapponesi, lo stermino degli armeni consumato dai Giovani Turchi, la pulizia etnica nella ex Jugoslavia, la tragedia del Ruanda, quella dimenticata del Darfur, e tutte gli altri eventi che si sono succeduti tra 900 ed il 2000, non sono storicamente assimilabili, sia pure nell'ampia categoria del genocidio/crimini contro l'umanità. Però mi chiedo perché l'assunzione di responsabilità richiesta alla Germania del dopoguerra, al Giappone, alla Turchia, escluda proprio le Foibe, che sono pienamente assimilabili alle categorie succitate. |